fbpx

Digital Marketing. Social Commerce: il futuro della vendita online.

Social Commerce: di che parliamo

Per social commerce intendiamo una specie di ibrido fra l’e-commerce e i social media. Il social commerce sfrutta infatti piattaforme come Facebook e Twitter non solo per lanciare la classica inserzione col pulsante “compra”, ma anche per vendere un determinato prodotto grazie al passaparola degli utenti. Il discorso tuttavia non riguarda i prodotti di massa come una pizza, ma di nicchia come ad esempio un formaggio tipico. Perché i prodotti più specializzati, con caratteristiche uniche, si vendono grazie alla dritta dell’amico. Il passaparola accorcia infatti la distanza “from like to buy“, dal like facebookiano all’acquisto. In questo modo è il prodotto a raggiungere il potenziale acquirente, laddove un prodotto di massa (tipo un biglietto aereo) si vende nella maniera tradizionale: con l’utente che raggiunge il prodotto nell’e-commerce.

Prospettive del social commerce

Se al momento le vendite del social commerce si limitano al 2% del totale in futuro questa frontiera si espanderà. E genererà introiti da 165 miliardi di dollari. Si è infatti osservato il potenziale di conversioni delle inserzioni di vendita su Instagram, vera vetrina di prodotti e servizi. Inserzioni che approdano in canali di messaggistica come Messenger e WeChat, entrando anche negli spazi di conversazione privata degli utenti. A interessarsi di questa nascente tendenza è anche un gigante dell’ecommerce come Amazon, nonché brand come Starbucks. Specie nell’ultimo caso, lo scopo è quello di rendere più coinvolgente  l’esperienza d’acquisto facendo interagire gli utenti fra loro col buzz marketing.

Tipologie di social commerce

Nell’etichetta di “social commerce” sono racchiuse varie modalità e tipologie di vendita online integrata coi social:

Social network-driven sale.

Le classiche inserzioni su Facebook corredate di pulsante “buy now” e che rimandano col link a un sito e-commerce esterno. Tali contenuti finalizzati di vendita sono creati in due possibili modi: con una campagna con Facebook Ads o direttamente da una pagina di vendita (recente formato del social network)

Peer to peer sales platform

ossia i noti Amazon, EBay ed Etsy, che offrono la possibilità agli utenti di pubblicare schede dei propri prodotti da vendere ad altri utenti privati. Il risvolto “social” è nell’illustrare ad altri utenti tutte le peculiarità dell’articolo in vendita. Inoltre le transazioni di denaro nell’acquisto avvengono in modalità semplificate.

Group buying o collecting buying

Capostipite di questa categoria è Groupon, che permette agli utenti (purché in numero limitato) di acquistare beni e servi a prezzi stracciati. Anche Facebook guarda con interesse a questa nicchia e-commerce, nata in Cina e poi esportata in tutto il mondo. Il vantaggio del group buying è nell’avvicinare, grazie al low cost, il pubblico a marchi poco noti. Questo genera introiti che lo porta le piattaforme social commerce di questo tipo a tener testa ad Amazon

Peer recommendations

Esse non sono altro che le recensioni, i feedback che gli utenti forniscono su un determinato prodotto o servizio. Esse sono ritenute inaffidabili a causa dell’eccessiva soggettività degli utenti e delle false recensioni positive fornite dai titolari stessi delle attività (si vedano i ristoranti). L’unica chance per distinguere recensioni attendibili e inattendibili è la pratica del social listening.

User curated shopping

Piattaforme che forniscono agli utenti liste di prodotti da acquistare. Esse sono stilate da influencer, e per questo molto apprezzate dagli utenti, che si sentono guidati letteralmente per mano all’acquisto. Piattaforme di user curated shopping sono Polyvore, il noto Fancy e List.

Participatory commerce

Ne sono un esempio siti come Threadless e Sticker Design, che permettono agli utenti di creare magliette, cuscini, felpe o altro con disegni forniti dal portale o da loro stessi. La peculiarità di questo tipo di social commerce è il fatto che il cliente stesso sia partecipe della realizzazione del prodotto. Tali piattaforme sono usate anche per raccogliere fondi per progetti creativi. Esse, inoltre, sono usate dalle aziende per entrare in contatto coi designer dei prodotti (tipo grafici o illustratori per il materiale visual dell’azienda

Conversational commerce

Sono le chat private in cui l’utente e/o cliente dialoga con l’azienda (si pensi ai messaggi privati che un utente manda su Messenger a una scuola per chiedere le date di inizio di un corso). A rispondere sono chatbot oppure figure umane addette al customer care.

 

 

 

Leave a Comment