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Il Mercato biologico negli ultimi anni un forte trend di crescita, legato soprattutto al crollo della fiducia dei consumatori nei confronti delle multinazionali del food.

Inoltre, la gente è molto più consapevole di quello che mangia e molte famiglie sono disposte a spendere qualcosa in più per poter acquistare prodotti di questo tipo. Il “profilo medio” è quello di famiglie con bambini piccoli, ma anche professionisti, insegnanti e appartenenti a cedi medio bassi che preferiscono affidarsi ad imprese biologiche a km zero per mangiare sano.

Infatti biologico è ormai sinonimo di sano e genuino, alimenti e prodotti ottenuti senza l’uso di pesticidi chimici e in colture non intensive, messe a rotazione per far riposare il terreno e garantirgli il giusto apporto di nutrienti essenziali per i prodotti.
Il biologico sostiene anche la “cultura della coltura di stagione”, che, com’è risaputo, si adatta alle esigenze e alla salute dell’organismo assecondando i ritmi naturali. Nel 2007 la Sinab, (banca dati del Ministero dell’Agricoltura focalizzata sul settore biologico), evidenziava una forte crescita degli acquisti bio, fino al 13%, mentre in quest’anno sono aumentati del 9%, registrando una crescita esponenziale. Secondo invece una banca dati privata, Bio Bank, le vendite dirette di produttori bio è cresciuta ad un tasso ancora maggiore, di circa il 17% e addirittura con un rialzo del 92% in cinque anni. Le superfici dedicate a tali produzioni, inoltre sono cresciuti mediamente del 10% nel periodo tra il 2015 e il 2016 con dei picchi anche del 90% per alcune colture.
Questi dati fanno comprendere come il settore bio sia in effetti un’ottima opportunità imprenditoriale, tenendo conto però di alcuni fattori. Prima di mettere su un’impresa che si occupi di questo, bisogna capire in che modo organizzare l’attività di vendita, sempre più cruciale per il successo di un’azienda.

 

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Considerati i “valori” associati al mercato Bio ed identificato il segmento di mercato che crea domanda di questi prodotti, è nostra ferma convinzione che il miglior modo per posizionare i prodotti sul mercato è l’e-commerce.

In questo modo si abbattono i costi per l’apertura di un negozio fisico che in Italia risultano essere insostenibili soprattutto nella fase iniziale.

Creando una “filiera corta” (dal produttore al consumatore finale) si azzerano i costi di struttura potendo caricare sul consumatore i soli costi di consegna.

Come detto pocanzi, la domanda è stimolata prevalentemente da soggetti che premiano attività che offrono soluzioni di acquisto “smart”, inoltre, sfruttare il Growth in Italy con un sistema di vendita “elettronico” può essere un’ottima leva per internazionalizzare la propria azienda ed estenderne i suoi confini.

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