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Start-Up: L’Importanza di entrare in un incubatore

“E’ la collaborazione il motore che fa succedere le cose. E le persone sono portate a collaborare. Molto presto non si lavorerà in un unico luogo, ma in tutto il mondo. Questo grazie agli strumenti che gli sviluppatori metteranno a disposizione di tutti”

Satya Nadella, CEO Microsoft e co-fondatore dell’incubatore GrowthItUp

 

 

Un numero sempre crescente di start up viene creato ogni giorno, progetti creativi per il quale gli imprenditori investono il loro tempo e le loro risorse con l’obiettivo di creare un prodotto, un servizio unico, ricercato dai consumatori come fosse il Santo Graal.

I sogni però, come spesso succede, si scontrano con la dura realtà facendo tornare i piedi stabilmente al suolo; e la realtà, per questi entrepreneur è che il sistema italiano non aiuta il successo di queste aziende.

La burocrazia è un macigno non solo in termini di costi ma anche (e soprattutto!) un lentissimo “tribunale”, che può impiegare mesi per ricevere documenti tanto banali quanto indispensabili per poter porre in essere il proprio business.

 

 

Oltre a questi problemi esterni all’organizzazione, una start-up, è impegnata su diversi fronti che non fanno altro che complicare la focalizzazione della forza lavoro.

Avendo pochi collaboratori, queste organizzazioni sono spesso oberate di lavoro, rendendo complessa una calendarizzazione della routine quotidiana, un piccolo dettaglio che, nel mondo del business fa una grande differenza!

La “dispersione” della focalizzazione dell’impresa è aiutata, come se non bastasse, dalla necessità di definire una strategia in uno scenario caratterizzato da un organigramma aziendale magmatico e, spesso, poco specializzato.

 

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Il mercato, per di più, è sempre più specializzato e anche le nicchie sembrano ormai presidiate.

Date queste condizioni, per una start-up risulta fondamentale focalizzare le proprie energie, i propri strumenti e la comunicazione.

Questo risulta essere il problema principale, come può un’azienda che ancora non ha definito la propria strategia focalizzarsi? Una start-up è impegnata su più fronti e manca del know-how e dei capitali necessari per gestire il business come farebbe una grande azienda.

Per questo motivo, è fondamentale per una start up avere un partner strategico, fortemente interessato al suo sviluppo e alla sua crescita, che possa aiutarla dove più ne ha bisogno.

Conseguentemente, entrare in un incubatore di start-up, può essere un’occasione sensazionale per incrementare le vendite, il fatturato e il valore aziendale!

 

Ma cosa fanno questi incubatori di start up?

 

Un incubatore di start up è un’organizzazione in grado di aiutare una start up accelerandone lo sviluppo, grazie ad una serie di servizi ad elevato valore aggiunto.

 

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Tra questi ve sono alcuni più “materiali”, quali, ad esempio, la concessione e l’affitto di immobili per ufficio, oltre che tutti gli strumenti necessari, dai pc ai software, dalle stampanti agli arredi.

Oltre a questi strumenti senza il quale è oggettivamente impossibile lavorare, ve ne sono altri che possono essere cruciali tra il successo e il fallimento, quali:

 

  1. La formazione imprenditoriale;
  2. La definizione di un valido business plan;
  3. La capacità di reperire finanziamenti;
  4. Il monitoraggio dei finanziamenti;
  5. Il networking con altre aziende;
  6. Il marketing e la comunicazione.

 

Ovviamente, non tutti gli incubatori di start up si pongono come fine la costruzione di un valore aziendale nel tempo, molti infatti entrano nel mercato solo per speculare, bisogna tenersi ben alla larga da queste organizzazioni!

Tramite lo sfruttamento di questi asset, offerti dall’incubatore, il mercato è un posto molto meno spaventoso.

Mattia CiancarellaJunior Marketing Specialist

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