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Startup Marketing: come strutturare un piano di marketing.

piano di marketing

Per entrare nel mercato è necessario un piano di marketing, specie quando si ha una startup agli inizi. Un piano di marketing, se ben strutturato, è infatti l’insieme di strategie che permette alla tua azienda di prevalere sul mercato.

Un primo passo è sicuramente definire la propria mission aziendale, segue poi un’analisi SWOT con cui la startup stabilisce i propri punti di forza e debolezza in rapporto ai competitors.

Dopo questo primo step ha inizio il vero e proprio piano di marketing, che inizia con una fase analitica strutturata come segue:

  1. un’analisi del tuo cliente tipo, che includa oltre ai bisogni altri dati come sesso, età, provenienza geografica, etnia, livello di scolarizzazione, abitudini e professione. Per ottenere queste informazioni puoi ricorrere ai sondaggi. Altri strumenti che ti aiuteranno a ricostruire il tuo cliente ideale sono il Value Proposition Canvas, l’Empathy Map e i Buyer Personas.
  2. un’analisi della concorrenza, ossia del nostro principale “nemico” nel mercato. Dei nostri competitors è bene studiare le mosse. Per fare ciò puoi osservare di persona o su internet come opera la concorrenza, oppure ricorrendo a Cerved. Quest’ultimo fornisce infatti informazioni vitali come i bilanci dei competitors degli ultimi tre anni,
  3. un’analisi di fattori esterni come il contesto politico ed economico in cui l’azienda e suoi competitors opera. Bisogna infatti tenere presenti le leggi sulle tasse o che regolano l’andamento e il funzionamento del mercato di riferimento.

piano di marketing

Dopo aver raccolto tutti dati necessari con l’analisi, ora il piano di marketing entrerà nella sua fase strategica, anch’essa suddivisa in step:

  1. la definizione degli obiettivi della startup, che possono essere a lungo o breve termine, competitivi, economici e/o relazionali. Soprattutto fra le ultime tre categorie di obiettivi cerca di stabilire le priorità degli uni sugli altri, senza dimenticare che dovranno in ogni caso rientrare nell’acronimo SMART (essere cioè Specifici, Misurabili,  Attuabili, Realistici e Tempificati).
  2. la segmentazione del mercato ossia il riutilizzare tutti i dati raccolti dall’analisi del cliente e raggrupparli in segmenti, ossia sottocategorie di pubblico suddivise per base geografica, comportamentale, demografica, socioeconomica, e anche in base alle abitudini di acquisto e consumo.
  3. la targetizzazione, ovvero la scelta del segmento o dei segmenti di clientela verso cui la startup dovrà indirizzarsi.
  4. il posizionamento, che può verificarsi rendendo il proprio marchio appetibile in basea  rapporto qualità/prezzo, in base ai benefici che offre al cliente o ad altre peculiarità.

L’ultima parte del piano di marketing è quella gestionale, in cui dovrai vedere come adattare al mercato la tua strategia. I passaggi della fase gestionale sono noti anche come le leve del marketing mix, ossia:

  • le 4 P (prodotto, prezzo, placement o distribuzione e promozione). Se la tua startup offre servizi invece  dovrai considerare altre tre variabili: persone, processo ed evidenza fisica (in inglese la “p” di physical evidence)
  • a cui faranno da contro-altare le 6 C, che sono invece uno schema orientato sul cliente (cliente, costo, convenienza, comunicazione, contenuto e comunità)

Un ‘ultima fase del piano di marketing è quella operativa per vedere come effettivamente mettere in atto la strategia impostata. Procediamo quindi con:

  1. la pianificazione della catena di fornitori, del marketing e dell’organizzazione in generale dell’attività produttiva
  2. l’esecuzione effettiva di quanto pianificato, con tutte le tattiche e azioni della tua strategia di business. In questo punto si deciderà chi e come dovrà mettere in atto le varie operazioni della catena produttiva, nonché il tempo e budget a disposizione.
  3. il controllo finale di tutte le precedenti fasi e sottofasi del piano di marketing, in cui si dovrà verificare che tutti i tempi necessari per le operazioni verranno rispettati, se tali operazioni giovano al reale raggiungimento degli obiettivi e se il budget a disposizione è sufficiente.

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