Startup Marketing. Come creare un pitch vincente per una startup.

come creare un pitch vincente per una startup

Cos’è un pitch?

“Pitch” è una parola nota nell’universo startup, e indica il breve discorso di presentazione della propria startup nell’ambito di fiere dell’innovazione, eventi di networking e contest di startup. Il “breve” non è casuale visto che la durata di un pitch non deve superare i 5 minuti (tempo oltre il quale l’attention span degli ascoltatori cala vertiginosamente). Ebbene, sarà proprio in questi 9 secondi al massimo che dovrai costruire la brand reputation della tua startup agli occhi del pubblico e di potenziali giudici, giornalisti, potenziali partner e finanziatori. Ma niente panico, con le nostre dritte ti diciamo come creare un pitch vincente, che lascerà il tuo uditorio a bocca aperta.

Come creare un pitch vincente: la scaletta degli argomenti

Ogni pitch è a sé, eppure i pitch delle più grandi startup (tipo Google, LinkedIn o addirittura Tinder) seguono uno schema fisso, una scaletta di punti da rispettare, fra cui:

  1. il problema/bisogno che tu, con la tua startup, intendi colmare. Di esso dovrai indicare la gravità, il numero di persone che ne è affetto, e ciò farà risaltare, per contrasto, l’utilità della tua idea di business.
  2. la soluzione al suddetto problema. Qui occorre essere il più persuasivi possibile spiegando come e perché la nostra soluzione è migliore rispetto a quella offerta dai competitors.
  3. una disamina lucida e approfondita sulle dimensioni del mercato in cui opera la startup. Un fattore di rischio in questa fase è quello di fornire stime che, in quanto potenziali, sono poco attendibili. Ciononostante è bene essere il più dettagliati possibile delineando le dimensioni del mercato potenziale (ossia i clienti potenzialmente interessati al prodotto/servizio della startup), del mercato disponibile (fatto dei clienti che abbiano un reddito sufficiente per acquistare il prodotto/servizio), del mercato disponibile qualificato (ossia tutta la clientela che, oltre ad avere reddito, possa acquistare legalmente quanto offre la startup), del mercato servito (fatto di tutti i clienti che puoi davvero servire), e infine del mercato penetrato (ossia coloro che hanno realmente acquistato il prodotto)
  4. un ritratto il più possibile approfondito della nostra concorrenza. Conoscerla denota una certa consapevolezza e conoscenza del mercato in cui si opera. In questa fase tuttavia bisogna dimostrare quanto la propria startup sia faccia davvero la differenza rispetto a competitors e predecessori del mercato
  5. il business model nel quale bisogna dimostrare agli investitori quanto e come una startup possa avere un reale ritorno economico
  6. il team, ovvero tutto l’organigramma di persone alle spalle di una startup. Persone che, con le loro esperienze e competenze, possono incidere sul successo o fallimento della startup più della stessa idea di business.

Altri suggerimenti per un buon pitch.

A determinare il successo di un pitch sono anche altri fattori aldilà della struttura in sé. Uno su tutti è di armarsi di slides solo per mostrare al pubblico foto, infografiche e quanto non possa essere raccontato a voce. Mai propinare al pubblico slides discorsive, con troppo testo: affaticano inutilmente l’intelletto dei presenti. Altra cosa da evitare è sfinire i presenti con troppi dettagli tecnici circa la startup, di cui è meglio descrivere l’idea di business globale.

Il tono di voce con cui esporre il pitch è bene che sia impostato, il più studiato possibile, quasi alla strega di un monologo teatrale. Inoltre è bene che lo startupper, durante la presentazione del pitch, guardi negli occhi tutti i presenti, facendo spaziare lo sguardo e instaurando un contatto comunicativo con tutti.

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