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Marketing per PMI. Employer Branding: cos’è e perché giova alle PMI.

Employer Branding

Cos’è l’Employer Branding?

La volta scorsa, parlando di social recruiting, ha fatto capolino un altro concetto: quello di employer branding. Social recruiting ed employer branding sono due cose strettamente legate fra loro, quasi un tutt’uno. Cercare risorse umane per la propria azienda, soprattutto tramite i social, è uno sforzo vano se non si ha in partenza la reputazione di “miglior datore di lavoro”.

E costruire questa reputazione è ciò che gli esperti di marketing chiamano appunto employer branding. L’employer branding permette infatti a un’azienda di “vendersi” ai candidati facendo leva sui suoi punti di forza, che possono essere:

  • fisici (quali la retribuzione, l’orario di lavoro e altri possibili benefits)
  • spirituali (il prestigio dell’azienda, i valori che essa incarna, etc.)

Perché investire sull’Employer Branding?

Spesso l’employer branding viene sottovalutato dalle aziende, le quali si ricordano di curare la propria immagine solo agli occhi dei clienti. Questo perché, in un’ottica superficiale e utilitaristica, il consumatore porta fatturato diretto per le aziende, il lavoratore no. Quest’ultimo infatti, per quanto contribuisca attivamente alla crescita dell’azienda, è visto dalle più come un costo in termini di retribuzione.

Insomma, il marketing rivolto al consumatore (o customer marketing) è considerato più redditizio nel periodo a breve termine. Al potenziale nuovo collaboratore sono rivolti invece degli scarni annunci di lavoro, farciti di slogan in aziendalese (“azienda leader” “possibilità di crescita”, etc.). Annunci il cui tono, spesso, è autoreferenziale, distaccato nei confronti del candidato.

Le scarse interazioni fra aziende e candidati, assieme alla richiesta di figure professionali altamente specialistiche, ha fatto sì che un imprenditore su 5 abbia avuto nel 2017 difficoltà a reclutare personale. E sarebbero dati alla mano di Unioncamere.

Ecco, una possibile soluzione per quell’imprenditore su 5 è investire sull’employer branding. Su una strategia di comunicazione rivolta anche ai candidati passivi, che non cercano attivamente l’azienda ma da cui bisogna farsi trovare.

Employer Branding: un’attrattiva per i consumatori.

L’employer branding, in seconda battuta, giova anche a un brand nel complesso, anche agli occhi del cliente. Un consumatore, nel vedere le interazioni aperte, rispettose fra azienda e collaboratori, sarà ancora più spinta a seguire il brand. Questo perché il consumatore scopre il volto “umano” dell’azienda, che non viene a mancare neanche fra “boss” e dipendenti.

 

 

 

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