Strategia d’impresa. Social recruiting: come assumere ai tempi dei social.

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Social recruiting: il punto della situazione.

Partiamo da un noto presupposto: l’Italia è un po’ il fanalino di coda d’Europa nel digital. E a risentirne è anche il recruiting, ancora troppo legato a vecchi sistemi. Tali sistemi includono la consultazione dei cv cartacei, le segnalazioni da parte di “amici” influenti di un determinato candidato, etc. Uno spiraglio di apertura sul social recruiting sembra essere LinkedIn, ma resta pur sempre uno spiraglio.

Il portale In-recruiting, incentrato sul mondo dell’HR, dichiara come solo il 18% dei recruiter abbia competenze da social recruiter. Ciò è dovuto essenzialmente a due fattori: l’analfabetismo digitale della categoria HR, mediamente le figure meno “digitalizzate” dell’organigramma aziendale. Fra gli errori più comuni dei selezionatori online vi sono la pubblicazione degli annunci di lavoro sui loro profili personali invece che su quello aziendale, l’uso improprio degli hashtag su Facebook e una comunicazione che danneggia l’immagine della loro stessa azienda. Inoltre fra i recruiter si aggira ancora un pregiudizio: quello secondo cui la selezione via social sarebbe poco seria e affidabile.

Selezionare sui social è possibile: ecco come.

Eppure, a dispetto di uno scenario tanto oscurantista, qualcosa sta davvero cambiando nel mondo del recruiting. Una selezione del personale tramite i social è davvero possibile, e non solo sul già noto LinkedIn. La chiave di tutto sono due cose: l’Employer Branding e l’Inbound Marketing. Il primo accresce la reputazione di un’azienda agli occhi dei candidati, il secondo fa sì che non sia essa a cercare le risorse umane ma siano queste ultime a trovare l’azienda.

LinkedIn, un must per la selezione online.

Le risorse che LinkedIn mette a disposizione dei selezionatori del personale sono infiniti. A cominciare dalle career pages, le pagine aziendali che fanno da flussi di contenuti, in genere articoli interessanti o annunci di lavoro. Proprio su quei contenuti si giocano le interazioni fra utenti e azienda.

Un altro strumento della piattaforma è Recruiter Lite, che permette la ricerca di determinati profili a seconda dei requisiti dell’annuncio

Non mancano i classici job posts, piccoli box in cui sono inseriti gli annunci di lavoro riservati ai candidati filtrati in base ai requisiti selezionati.

Per attrarre risorse umane LinkedIn offre anche un altro formato: i Work With Us Ads. Esse sono inserzioni che appaiono nei profili dei dipendenti dell’azienda e vengono visualizzati dagli utenti che interagiscono con loro sulla piattaforma.

Per altri tools ancora del social professionale fare un salto qui

Il social recruiting su Facebook.

Facebook, ad esempio, è un’altra ottima piattaforma per fare employer branding tramite la propria pagina aziendale. A creare interazione saranno i contenuti (possibilmente sponsorizzati) che trattino tematiche di interesse per i candidati oppure siano veri e propri annunci di lavoro. Importantissimo è curare le interazioni coi candidati, rispondendo ai loro dubbi e curiosità. In caso di commenti polemici da parte di alcuni utenti ribattere con educazione o, meglio ancora, tacere.

Reclutare personale con Instagram.

Le vie del social recruiting sono infinite, e includono anche Instagram. Perché sì, un social apparentemente legato solo ad aspetti frivoli della nostra vita può anche prestarsi a scopi più seri. Tipo l’employer branding delle pagine aziendali, la pubblicazione di annunci di lavoro e la stessa selezione dei candidati.

Prima di pubblicare un annuncio di lavoro bisogna fare un’analisi delle parole chiave (ad esempio #scienzeinfermieristiche #tirocinio e altre ancora se un annuncio di lavoro è rivolto agli infermieri neolaureati). In questo caso occhio a due tools:

  • TagCrowd: che rileva le parole più ricorrenti in un annuncio di lavoro. Esse saranno poi le famose parole chiavi e hashtag dell’annuncio
  • Iconosquare: che indaga gli hashtag più gettonati dagli utenti che si vogliono raggiungere

Occhio che gli annunci, oltre che le parole chiave giuste, abbiano anche un layout grafico accattivante e creativo

Per raggiungere gli utenti e comunicare invece i propri valori aziendali, facendo quindi employer branding, sono invece consigliati i video e le storie. Per favorirne la diffusione è meglio convincere anche i propri dipendenti e/o colleghi a condividerli

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